|
Da oggi si cambia registro negli articoli di basketarcola.it, articoli che fin dai tempi del buon Capitano Simonje Vasolevic erano - diciamoci la verità - contraddistinti da un tono un po' troppo serioso nei confronti di una squadra che seria non lo è mai stata e che probabilmente non lo sarà mai. Sperando in questo modo di incontrare il favore del nostro attento e criticissimo pubblico, passiamo a raccontarvi quanto successo ieri sera sul parquet di Viale Alpi fra gli amici ballbreakerini e i nostri eroi, ricordando che come sempre le opinioni espresse in questi articoli sono solo ed esclusivamente quelle di chi li scrive.
Era "la prima partita di campionato" nelle parole del presidente-coach-plenipotenziario Noce Veneti, la prima partita vera dopo il tremendo trittico Canaletto-Drink Team-Lerici, che ha prodotto in totale uno 0-3 che era già scritto nella notte dei tempi.
Ma questa, appunto, era la prima partita vera, e con partita vera s'intende partita in cui si può sperare di fare un risultato diverso da perdere miseramente, visto che per la prima volta i nostri contendenti erano non dico al nostro infimo livello, ma insomma non dei fenomeni assoluti, se non per le rispettosissime eccezioni del signor Camarda, sempre in forma smagliante, e del loro signor coach, che tra l'altro riuscirà nell'impresa di farsi dare un tecnico dal mite ed ecumenico signor Ferrari, oltretutto per futilissimi motivi.
Eppure, gentili lettori, la sconcertante pochezza del nostro bastArcola si è rivelata impietosamente anche questa volta, ma in maniera ancor più triste e deprimente del solito, sia per i giocatori che per il malcapitato pubblico che si suppone fosse giunto nell'impianto di Viale Alpi credendo di veder disputarsi una partita un minimo combattuta.
Pronti-via e dopo 10 minuti si è già sotto 22-6 perché come spesso ci succede facciamo una fatica smisurata a mettere la palla nel cesto, cosa che come ricordava qualche anno fa uno dei nostri addetti al tavolo sarebbe un po' l'obiettivo primario del nostro amato giochino.
Ma non solo sbagliamo i tiri, spessissimo al tiro non ci arriviamo neanche perché il già citato sig. Camarda ci intercetta una quantità smodata di passaggi, anche quelli, ve lo assicura chi ci ha giocato contro diverse volte, vi sembra sia umanamente impossibile vi possano essere intercettati.
La nostra difesa invece come sempre funzonicchia, ad esempio teniamo gli avversari a soli 7 punti nel secondo quarto, ma visto che non segnamo praticamente mai lo capisce anche un bambino che in questo modo risulta impossibile recuperare. All'intervallo, sotto 11-29, nessuno sembra crederci più, lo si intuisce facilmente dalle facce funeree che costellano la nostra panchina di derelitti.
La partita scorre via così, in modo sempre più deprimente, fra palle perse in ogni modo, airball su tiri comodissimi e clamorose stoppate subite, fra cui vogliamo ricordare quella su Ste Orlando, che solissimo sotto canestro per 2 facili vede improvvisamente il cielo oscurato dalle lunghe braccia di un Camarda partito per stopparlo dall'altra parte del campo.
Negli ultimi 5 minuti i padroni di casa potevano anche permettersi di dare fondo a tutta la loro panchina mettendo in campo un nano-quintetto composto da ragazzi che, sia detto col massimo rispetto, non avevano molto a che vedere col gioco della pallacanestro. A dispetto di ciò, vista la svogliatezza dei loro avversari, che altro non desideravano che andare sotto la doccia, il nano-quintetto faceva un figurone nonostante concedesse ai BastArcolani di agguantare nel finale la ragguardevole cifra di 30 punti segnati.
Come sempre l'ultima riga è dedicata alla coppia arbitrale (i signori Ferrari e Lavagnini in questo caso) la cui direzione ci è parsa sufficientemente attenta.
Commenti (11) | Aggiungi ai preferiti (0) |